Enteroclisma. Quando e come farlo

di Silvia Menini

L’enteroclisma è un rimedio a base di acqua che si può facilmente fare a casa e che è estremamente benefico per l’organismo e la salute in quanto lo depura a livello profondo.

Chiamato anche lavaggio intestinale, consiste in un lavaggio dolce e non molto invasivo che interessa l’ultimo tratto intestinale e permette di depurare in maniera naturale con un metodo semplice ed economico.

Si esegue a casa utilizzando una sacca per enteroclisma da viaggio che si può trovare in farmacia. È consigliabile acquistare quella da 2 litri, quantità consigliata per una profonda pulizia dell’intestino in un adulto. Gli ingredienti da utilizzare sono semplici: quello principale è l’acqua che può essere a temperatura ambiente, tiepida (se dolori addominali a livello crampiforme) o più fresca rispetto a quella del corpo (per stimolare i movimenti peristaltici) e sale integrale. Il ruolo del sale da aggiungere all’acqua è quello di evitare che quest’ultima venga assorbita dalle pareti intestinali e quindi anche le tossine presenti nel colon.

A scelta, e in base alle patologie presenti, possono essere aggiunti argilla, caffè, infuso di camomilla o malva, bicarbonato e Fiori di Bach (per consulti contattatemi in privato).

L’enteroclisma, a differenza dei classici lassativi in commercio, non irrita la mucosa intestinale e agisce come un lavaggio meccanico che non danneggia la flora batterica. Ovviamente non va eseguito tutti i giorni.

L’intestino crasso è un organo emuntore come polmone, pelle e reni e ha il compito di assorbire gran parte dell’acqua, concentrare il materiale fecale e spingerlo con movimento peristaltici verso gli sfinteri anali.

Una corretta eliminazione intestinale è influenzata da: abitudine a trattenere le feci, ritmo (è sempre importante prendersi del tempo), alimentazione troppo raffinata specialmente troppi zuccheri, un numero insufficiente di evacuazioni, febbre gastrointestinale, scarsa quantità di feci, utilizzo di tabacco, caffè, alcol, cioccolato, zucchero, antibiotici che alterano la flora intestinale, mancanza di attività fisica, stress emotivi e mentali, uso prolungato di lassativi, assunzione di poca acqua.

Se l’intestino non riesce a svolgere bene le sue funzioni, le sostanze di rifiuto ristagnano, inacidiscono, portando il metabolismo a rallentare e la membrana intestinale diventa permeabile, ostacolando così il funzionamento del fegato, dei reni, della pelle, del polmone che vengono sovraccaricati. È infatti proprio l’intestino crasso as essere il principale responsabile dell’intossicazione del sangue.

Molti sono i sintomi attribuibili alla cattiva funzione intestinale: acidità di stomaco, alitosi, mal di testa, meteorismo, difficoltà di digestione, ostruzioni intestinali, intolleranze, abbassamento immunitario. L’infiammazione che diventa cronica altera i tessuti e non sono più elastici come prima e il calcio viene preso da denti e ossa per fermare il calore prodotto dal corpo per l’omeostasi e per basificare l’acidosi.

L’acqua rimane il miglior metodo di pulizia perché, purificando, disintossica, decongestiona, purifica e rinfresca le viscere. Le irrigazioni intestinali sono un ottimo modo per raggiungere questo obiettivo in quanto non indebolisce l’intestino.

L’enteroclisma ha due funzioni principali:

Evacuativa in caso di stipsi e curativa in caso di febbri ribelli (in questo caso si può ripetere anche 2 volte nelle 24 ore).

Procedimento: Utilizzare un clistere da viaggio che si può acquistare in farmacia con capienza di 2 litri di acqua (adatto per per un adulto mentre un litro per i bambini dai 10 anni in su).

Frequenza: non ci sono regole specifiche ed è molto soggettivo. Ad alcuni serve un lavaggio settimanale, per altri uno al mese, a seconda della patologia. O si può ricorrere all’enteroclisma anche solo quando si è indisposti.  

L’acqua da usare deve essere naturale, non bollita (a meno che non si utilizzi un infuso) e a temperatura ambiente (18-20 gradi). A temperatura più calda massimo 36-37 gradi (come la temperatura del corpo), utile specialmente in caso di stipsi ostinate. Le temperature più calde vanno infatti a scrostare le pareti intestinali.

Se la stipsi è determinata da atonia è consigliabile iniziare con il caldo aggiungendo miele e olio per poi passare a lavaggi più freschi.

Si può aggiungere aceto di mele perché aiuta ancora di più a pulire.

Quando: di mattina o di sera, lontano dai pasti.

Procedimento: ci si deve sdraiare sul lato sinistro con le ginocchia piegate. Massaggiare l’addome durante l’irrigazione ed effettuare delle respirazioni profonde. Ad ogni contrazione interrompere il flusso e aspettare un po’ di tempo prima di proseguire.

Si possono aggiungere anche infusi o decotti all’acqua: camomilla, tiglio, malva – che sono calmanti per spasmi e mucose infiammate. Il tiglio lavora sul sistema nervoso centrale, mentre la malva ha una mucillagine che risulta utile anche assunta come tisana.

Timo, salvia, rosmarino e lavanda sono stimolanti e disinfettanti.

Si utilizza invece l’argilla (per le modalità contattatemi in privato) per una disintossicazione generale delle pareti dell’intestino e per remineralizzare. Fare poi un altro clistere di acqua pulita per ripulire dall’argilla.

All’acqua salata si può aggiungere anche mezzo litro di caffè che, oltre ad essere tonificante, agisce anche come disincrostante dell’intestino e ripulitore del sistema biliare (per le indicazioni specifiche contattatemi).

Indicato per forte stipsi, dolori in zona fegato, torcicollo, dolori alla spalla destra (punti che fanno parte dello stesso meridiano e organo del fegato). Da fare attenzione però in questo caso: è meglio partire dal clistere normale per poi passare a quello al caffè. Anche in questo caso ripetere il lavaggio con acqua per togliere i residui. Non consigliato ai diabetici.

Si può utilizzare della propoli per infezioni intestinali e enteriti, così come tea tree e timo.

Tra i fiori di Bach si può utilizzare Crab Apple che ha azione purificante (per indicazioni specifiche contattatemi).

Sale integrale (1 cucchiaino) e bicarbonato (1 cucchiaio) puliscono e basificano.

Recap dei benefici dell’enteroclisma:

  • Gonfiore addominale
  • Flautulenza
  • Sovrappeso
  • Astenia
  • Febbre
  • Mal di testa
  • Malessere generale
  • Sensazione di calore al viso
  • Cattiva digestione
  • Indigestione
  • Alitosi
  • Problemi della pelle
  • Stipsi
  • Diarrea
  • Infiammazione intestinale

Controindicazioni:

  • Emorroidi infiammate
  • Ragadi

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