Comprensorio rosso lago di Chiara Moscardelli

di Silvia Menini

Un giallo che indaga più le persone che i delitti

“Comprensorio Rossolago” è il nuovo romanzo di Chiara Moscardelli e torna a farci compagnia la sua protagonista più imprevedibile: Olga Bellomo, tatuatrice con il talento involontario di finire nei guai. Chi cerca un’investigatrice glamour, ne resterebbe spiazzato: Olga non è elegante, non è carismatica, non è nemmeno brava con gli esseri umani. Eppure, proprio lì sta il fascino. È una donna normale, con un passato complicato, una vita sentimentale che andrebbe ristrutturata e una curiosità che la mette costantemente nei casini.

Il romanzo parte subito con un’immagine disturbante: una donna uccisa e nascosta tra i rifiuti della raccolta differenziata. Un’immagine che odora più di quotidiano che di spettacolare. Il delitto non arriva vestito da thriller hollywoodiano: arriva dalla vita di tutti i giorni, sporca, anonima, proprio come un bidone dell’immondizia. È da questo contrasto che nasce la tensione del libro: l’orrore che si infila nel banale.

Da qui parte tutto. Una testimone che ha visto troppo, un assassino che non la vuole lasciare in pace, e Olga che, invece di restarsene buona nella sua ricerca di tranquillità, finisce per fare ciò che non dovrebbe: immischiarsi. Ma come biasimarla? Se sei una persona che porta addosso storie — e Olga, da tatuatrice, lo fa letteralmente — diventa quasi impossibile far finta di non vedere.

Il tono del romanzo è quello che contraddistingue Moscardelli: un equilibrio curioso tra ironia e tensione, tra momenti che strappano un sorriso e situazioni che stringono lo stomaco. Non è un noir cupo né un cozy mystery leggero: sta nel mezzo. A volte sembra una commedia nera, a volte un’indagine psicologica, a volte un giallo classico alla ricerca della verità. La sensazione è che l’autrice, più che indagare su chi ha ucciso, voglia farci capire perché le persone mentono, tradiscono, feriscono.

È un romanzo che parla di vendette e bugie, sì, ma parla soprattutto di paure e relazioni imperfette. Non solo tra vittime e carnefici, ma tra chi vorrebbe amare, ma non sa come farlo. Olga compresa.

Se si cerca un thriller ad alta tensione, questo libro potrebbe spiazzare: Moscardelli preferisce rallentare per osservare i dettagli che altri saltano. Chi invece ama i gialli dove non è solo il colpevole ad essere smascherato — ma anche un po’ chi indaga — troverà pane per i suoi denti.

In definitiva, Comprensorio Rossolago è un romanzo umano, più che crudo; con quei difetti che accomunano le persone; irregolare, ma vivo. Un giallo che si legge per scoprire chi ha ucciso… e per chiedersi, pagina dopo pagina, dove finisce la paura e comincia il coraggio.

Chiara Moscardelli si conferma così una voce che non vuole imitare nessuno: prende il genere giallo, lo apre come una scatola e ci mette dentro le fragilità di una donna qualunque. E alla fine ti resta la sensazione che l’indagine più difficile, anche questa volta, non sia quella sull’assassino, ma quella su sé stessi.

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